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Prenditi, o Marina, la parte migliore di me!

Essere un buon padre

Sono un buon padre, o meglio, lo sarò veramente quando il problema dell’educazione di mia figlia mi si presenterà in tutta la sua serietà e responsabilità? Me lo auguro.

A volte sento il mio carattere e riesco a vedermi delle qualità positive che mi fanno ben sperare, ma, in altre occasioni, certi difetti non vorrei potessero influire, se non fosse possibile reciderli, sulla formazione di mia figlia.

Prenditi, o Marina, la parte migliore di me!

E dopo ci sono i sorrisi-regalo che Marina concede a tutti.

Il bagno di Marina

Ogni giorno, al pomeriggio, Marina fa il bagno in un mastello di alluminio che io le ho comprato. Si lascia dare il sapone, si fa lisciare con la spugna. A vederla nell’acqua con le gambe divaricate, il pancino tondo e la testina che si muove, sempre una rana.

L’istinto però le dice che l’acqua non è il suo elemento, che non merita troppe confidenze; si tiene aggrappata alle braccia di chi la sorregge e pur buona e calma, ha l’occhio vigile di chi sta facendo una cosa con molta attenzione.

Le prime volte, non avvezza ancora, piangeva quando la si immergeva nell’acqua calda; ma abbozza anche qualche fugace sorriso. Ma l’occhio sta all’erta e son certo che la sua piccola mente è tutta presa dall’importante operazione.

Dopo il bagno c’è invariabilmente la pappa. E dopo ci sono i sorrisi-regalo che Marina concede a tutti; seguono quasi sempre i mugolii e gorgoglii di piacere e, poco a poco, la piccola dà la stura a tutto il suo frasario.
Così, tra sorrisi ed esclamazioni di Marina, trascorre tutto il pomeriggio.