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Mi ricordo di quando mio nonno ci a portato a casa mia e mia mamma era nel letto morta, io ero piccolo e ancora non capivo...

Mamma si è incominciata a sentire male, è stata in un paio di ospedali per un po tempo e poi anche a casa, alla fine un giorno è morta, io mi ricordo di quando mio nonno ci a portato a casa mia e mia mamma era nel letto morta, io ero piccolo e ancora non capivo e cosi mio fratello, mia mamma è morta per un aborto che io poi per tutta la vita non ho mai voluto sapere, oppure saputo essere in grado di capire di più, comunque per un aborto, so solo che era una femmina. Mi ricordo tutto il funerale. Poi finisco le scuole elementari e inizio le medie, nel frattempo, mia nonna, nonno, zie, e zii paterni e anche materni tutti vicini as aiutarci a mé e al’fratello poi pulivano anche la casa come lo facevano anche quando c’era mia mamma e l’aiutavano, comunque anche durante la media non è che mi faccio tanti amici ed ero vispo e sveglio come tanti altri, ero sempre uno dei più deboli anche perché mio padre non mi dava nessun input. Nessuna cosa materiale, la scuola era a 2 chilometri e ci dovevo andare a piedi e tornare a piedi, nessuna bicicletta  e oltre, nessun dialogo farmi capire, nessuna gioia e affetti, dovevo solo lavorare sul’ distributore di benzina quando tornavo dalla scuola e cosi fino alla sera quando chiudeva, cosi nessun divertimento, nessun amicizia, compagnia, dovevo stare in qualche gioco, o compagnia a minuti, con la paura e cosi non potevo costruire niente di niente, desideravo solo tutto e dentro di me, c’era la rabbia e gelosia che ragazzi come mè, erano più felici pur avendo meno possibilità di mè, parlo di possibilità anche economica, questo solo io con mio fratello, mentre tutti cugini e cugine, già li vedevo diversi, non erano controllati come mè, avevano amicizie, vestiti che desideravano, le bici e poi i motorini, io invece per avere qualche vestito che mi piaceva, dovevo rubare i soldi a casa, comprarlo di nascosto, e poi logicamente, mio padre se ne accorgeva e cosi tante botte e poi andava a dire ai miei zii e zie e nonna che io ero il peggiore e non cambiavo — Non era vero, dovevo subire e basta e cosi botte.

Volevo imparare piano, piano e infatti piano, piano imparavo, solo che anche qui quando tornavo da lavorare, mio padre, non mi faceva maiuscole...

Finisco la scuola media e mio nonno mi fa entrare a lavorare in una prima, bella e grande pasticceria, guadagnavo poco, poco, 8 mila la settimana, anche se ero ancora piccolo, timido e non capivo, posso dire che questo lavoro mi piaceva, e mi piaceva far vedere, al’ pasticcere, ai proprietari che volevo imparare piano, piano e infatti piano, piano imparavo, solo che anche qui quando tornavo da lavorare, mio padre, non mi faceva maiuscole, mai un soldo in tasca, mai buone parole da lui, quando provavo a dialogare e a far capire, mi picchiava, e cosi dentro di me, c’era la rabbia e mai serenità, nella prima pasticceria, ci sono stato più di un anno, ho lavorato veramente tanto, quando c’erano le feste gli orari non c’erano mai, nel’ frattempo dopo 2 anni che mia mamma era morta una mia zia fratello di mio padre con un altra mia zia, fanno conoscere una donna che loro conoscono e che è del’ l’oro paese, e cosi questa donna che io poi chiamerò sempre zia Elisa, e cosi mio fratello, incomincia a frequentare  la casa e poi piano, piano si sposano, io mi ricordo che manco ci andai al’ matrimonio, io andavo avanti a vivere cosi cercavo di ribellarmi per questo fatto di mio padre che mi faceva lavorare e basta, poi morì mio nonno paterno che mi voleva bene e io  dopo qualche ribellione legata alla mia non felicità di niente un giorno cambiai pasticceria, ma ci stetti poco perché non so perché questa pasticceria dopo poco la bruciarono, intanto mio padre mise incinta la seconda moglie e poi nacque Claudio un altro fratello.