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Autore

Cesare Ciacci

Anno

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Luogo

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Tempo di lettura

3 minuti

Proposiciones

Mi fece visitare cliniche e centri di recupero psichiatrici, dove con le tecniche più avanzate si cercava il reinserimento sociale. Mi stupii della popolarità di Franco Basaglia e di quanto la rivoluzione fosse penetrata anche in settori che avevano difficoltà ad emergere in paesi, come il nostro, ben più progrediti economicamente. Strutture povere e mezzi quasi inconsistenti erano suppliti dalla naturalezza con cui i nicaraguensi consideravano la diversità.

Giugno: nuovi arrivi dall’Italia

 

Con il mese di giugno arrivarono l’inverno in Nicaragua e l’estate in Italia.

Piogge e forse un grado di temperatura in meno al di qua dell’Oceano, caldo vero e ferie al di là. Con le ferie e una situazione che in Nicaragua sembrava si stesse normalizzando, un nuovo flusso di persone e compagni si stava mettendo in moto.

Ormai io ero ben inserito nella situazione nicaraguense: politica, sociale e geografica.

Mi muovevo con facilità tra uffici vari, sedi della cooperazione, sedi del Frente, l’intricata topologia della città e dei centri vicini.

Tra i tanti progetti che prendemmo in considerazione per le brigate di quell’estate la scelta cadde su Guisquiliapa, frazione di Jinotepe. Qui avremmo partecipato alla sistemazione della strada di accesso al villaggio e tempo e lavoro permettendo alla sistemazione della piazza principale.

Il progetto aveva un costo accessibile al potenziale che i membri della Brigata potevano raccogliere prima della partenza, il Municipio era sandinista, non distava molto da Managua e le condizioni in loco erano ottimali: necessità della sistemazione della strada sentita da tutta la popolazione, grossa disponibilità alla collaborazione sia in attività che in logistica, presenza politica garantita dalla sindaca e da una cooperativa agricola.

Negli incontri che precedettero l’arrivo della brigata ci assicurammo anche su una sistemazione confortevole per i suoi membri, allo scopo di evitare le frequenti malattie e gli “sfinimenti” che in altre occasioni avevano impedito il completamento del progetto.

Michele ormai era inserito a pieno titolo nel lavoro dell’Associazione, oltre che coinquilino perfetto, e mi fu di aiuto in molti compiti. Il suo apprendistato per la mia eventuale sostituzione era iniziato. Tramite lui conobbi inoltre una realtà nicaraguense di cui poco si è sempre parlato, quella psichiatrica.

Era arrivato in Nicaragua come infermiere specializzato in un progetto del Grt e poi un po’ per passione un po’ per amore, a fine progetto vi era rimasto per continuare volontariamente i lavori iniziati.

Mi fece visitare cliniche e centri di recupero psichiatrici, dove con le tecniche più avanzate si cercava il reinserimento sociale. Mi stupii della popolarità di Franco Basaglia e di quanto la rivoluzione fosse penetrata anche in settori che avevano difficoltà ad emergere in paesi, come il nostro, ben più progrediti economicamente. Strutture povere e mezzi quasi inconsistenti erano suppliti dalla naturalezza con cui i nicaraguensi consideravano la diversità.