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Autore

Osanna Lambertini

Anno

-

Luogo

Bologna/provincia

Tempo di lettura

4 minuti

Sono nata 76 anni fa

Quante volte mi è capitato di dire alle pensionate dei coltivatori diretti, in modo particolare, che la loro pensione è stata conquistata in gran parte per merito dei braccianti che numerosi partecipavano alle manifestazioni.

Le lotte dei mezzadri erano di tipo diverso, certo non era conveniente far sciopero, mettendo a repentaglio il frutto del loro lavoro, ma c’erano altri tipi di lotta: si portavano avanti le rivendicazioni con manifestazioni, delegazioni, parole d'ordine come "la terra a chi la lavora" esproprio delle terre incolte o mal coltivale. Questo certo metteva una certa paura ai proprietari, già il patto colonico aveva stabilito alcuni cambiamenti importanti:

  1. Il proprietario del fondo non poteva più ricattare il mezzadro con la minaccia dell'escomio (equivale a sfratto)
  2. Il riparto dei prodotti non era più al 50%, ma a 53% a favore del mezzadro
  3. L'abolizione delle "regalie" che consisteva nel dare al proprietario del terreno un tot numero di uova a Pasqua, a Natale, idem con capponi e polli
  4. Il diritto di un litro di latte al giorno
  5. In caso di vendita di un vitello il ricavato andava il 60% al mezzadro e il 40% al padrone. Continuava la mobilitazione per l'assistenza medica, per il diritto di pensione. In quegli anni c'era solidarietà tra le varie categorie dei lavoratori della terra. Diversi braccianti si trovavano in carcere arrestati durante gli scioperi o le manifestazioni.

(il ministro Scelba capo di polizia lui fa sparar sul popolo poi corre in sacrestia (così cantavamo noi). Detto Ministro si vantava coi suoi colleghi francesi di aver istituito un corpo speciale, la cosiddetta Celere appositamente addestrata e dotata di strumenti adatti, manganelli, camionette che potevano infilarsi sotto i portici per inseguire i dimostranti ed altri strumenti del genere tendenti a dissuadere i dimostranti a persistere nei loro programmi) che comunque sono sempre stati pacifici. Durante la trebbiatura del grano i rappresentanti dei braccianti passavano nei cortili per la raccolta dell'offerta di solidarietà alle famiglie dei carcerati; a loro volta i braccianti appoggiavano le lotte dei contadini. Quante volte mi è capitato di dire alle pensionate dei coltivatori diretti, in modo particolare, che la loro pensione è stata conquistata in gran parte per merito dei braccianti che numerosi partecipavano alle manifestazioni. Per i braccianti i mesi invernali erano i più duri, non si lavorava finché ottennero un accordo che impegnava i proprietari terrieri ad eseguire i cosiddetti "lavori di miglioria fondiaria" da eseguirsi entro il mese di febbraio, in quanto dal mese di marzo si procedeva ai lavori di preparazione del terreno per le semine primaverili.

 

I lavori di miglioria non furono uno stratagemma consistente nel dare ai braccianti la possibilità di un po' di salario anche durante l'inverno, onde rendere meno pesante il debito che si cumulava con i bottegai (allora li chiamavano così). L'esecuzione dei lavori di miglioria non riguardava solo la proprietà terriera, ma anche gli Enti pubblici (Comuni, Province, Bonifica Renana). Si trattava prevalentemente di lavori di manutenzione di fossi piccoli e medi o grandi canali di scolo per rendere scorrevole il deflusso delle acque ed evitare le stagnazioni, o gli allagamenti delle strade. Si trattava di fare ciò che adesso potremmo chiamare manutenzione e cura dell'ambiente, che se eseguito in modo serio tanti danni (e spesso vite umane) potrebbero essere evitati.