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2 giugno 1946

Il 2 giugno 1946 rappresenta una data fondamentale per la storia italiana: oltre a rappresentare la nascita della Repubblica italiana, è la data in cui per la prima volta le donne poterono esercitare il diritto di voto in un'elezione nazionale, partecipando attivamente alla scelta tra monarchia e repubblica.

Il percorso di questo mese è proposto in collaborazione con il progetto di ricerca Elette ed eletti, di cui la Prof.ssa Patrizia Gabrielli (Università di Siena) è responsabile scientifica.

Il progetto Elette ed eletti, frutto di un partenariato tra l’Archivio Diaristico Nazionale e l’Università di Siena, è finalizzato allo studio delle pratiche discorsive sulla “donna politica” e sull’“uomo politico” nella storia dell’Italia repubblicana. Dal progetto è nata l’omonima piattaforma, https://www.eletteedeletti.it/, sviluppata con l’intento di raccontare gli anni della nascita dell’Italia Repubblicana attraverso le voci delle persone comuni, contenute in una selezione di diari riguardanti il periodo dell’Italia repubblicana e conservati presso l’Archivio Diaristico Nazionale.

 

Il 2 giugno 1946 rappresenta una data fondamentale per la storia italiana: oltre a rappresentare la nascita della Repubblica italiana, è la data in cui per la prima volta le donne poterono esercitare il diritto di voto in un'elezione nazionale, partecipando attivamente alla scelta tra monarchia e repubblica. Questo momento storico, carico di significato e di emozioni, segna l'inizio di una nuova era di inclusività e di riconoscimento dei diritti civili, in un paese in cui lo squilibrio della rappresentanza di genere nelle istituzioni è un dato endemico che attraversa tutta la storia della Repubblica.

 

Alla possibilità di essere elettrici, segue quella di essere elette: è il 25 giugno del 1946, a piazza Montecitorio si respira un’aria solenne, i padri e le madri della Repubblica Italiana sfilano sotto lo sguardo attento dei giornalisti mentre una folla li attende curiosa. Tra i 556 eletti si contano 21 elette, pari a una rappresentanza del 3,6 per cento. Il numero complessivo dei voti riportati da tutte le candidate, nelle varie circoscrizioni elettorali, era di 735.254, di cui: 326.690 alle comuniste, 299.849 alle democristiane, 51.561 alle socialiste, 19.221 alle qualunquiste, 18.990 alle repubblicane, 2.062 alle azioniste e 16.872 alle candidate di altri 15 partiti.

 

Il percorso editoriale che vi proponiamo è un viaggio alla scoperta delle scritture intime di coloro che hanno vissuto quel periodo di grandi cambiamenti. Attraverso diari, lettere e memorie l’Archivio desidera restituire alle lettrici e ai lettori le speranze, le paure, le gioie e le riflessioni delle donne che hanno contribuito a cambiare il corso della storia italiana.

 

Questi documenti non sono soltanto testimonianze di un'epoca, ma finestre aperte su vite che, troppo spesso, restano in ombra nei grandi libri di storia. Ogni scritto è il pezzo di un mosaico: ricostituito nella sua interezza, rivela l'immagine di una società in fermento, desiderosa di riscatto e di progresso. Le parole di queste donne ci parlano di coraggio, determinazione e di un sogno condiviso, quello di un'Italia più giusta e inclusiva.

Buona lettura, con l'augurio di non dimenticare mai quanto è stato fatto, con coraggio e perseveranza, e quanto ancora resta da fare per la piena realizzazione dei diritti di tutte e di tutti.

 

 

Elette ed eletti

Responsabile scientifica: Prof.a Patrizia Gabrielli (Università degli studi di Siena)
Responsabili del progetto di ricerca: Camillo Brezzi (Direttore scientifico Archivio Diaristico Nazionale Pieve Santo Stefano) Natalia Cangi (Direttrice organizzativa Archivio Diaristico Nazionale Pieve Santo Stefano)

Gruppo di ricerca: Daniela Bartolini, Caterina Breda, Giulia Cioci, Laura Ferro, Maria Antonietta Serci, Antonella Torre, Alessandro Zanelli

Gruppo tecnico: Massimiliano Bruni, Luigi Burroni, Filippo Massi

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