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Tratto da

I figli sono anche di papà

Autore

Felice Maglio

Tempo di lettura

7 minuti

Festa dei Papà - Edizione 2025

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Proteggere non significa allontanare

Quando ho maturato l'idea di avere un figlio ho espresso la ferma intenzione di non fargli mancare nulla, sia di materiale che di spirituale, ed in questi anni mi sono sempre adoprato affinché ciò accadesse, anche a costo della mia stessa salute; ma i figli, si usa dire, sono sacrifici e i sacrifici fatti con amore sono i più gratificanti e, anche se ti fanno male, ti danno la forza di andare avanti sempre di più e meglio.

Ad un tratto chi si erge a ruolo di tua protettrice e si sente unica fonte di verità ed amore nei tuoi confronti, ha deliberatamente voluto interrompere tutto.

Niente più casa, niente più presenza di tuo padre, solo squallidi surrogati di affetti e situazioni di comodo, esclusivamente per portare avanti un diabolico progetto: toglierti il vizio di chiedere la presenza di papà anche quando è a lavoro; sottostare unicamente al suo modulo educativo che piano piano ti porterà a considerare il tuo papà un perfetto sconosciuto che ha fatto male alla mamma, che poverina si è sacrificata per te, e, forse, ti inventeranno la storia che per colpa di un'altra donna è stata causata questa situazione.

Tu sei troppo piccola per capire come la cattiveria della gente che dice di amare può causare danni più elevati di una epidemia e come è falso dire di amare, quando invece quel sentimento è solo uno squallido senso di possesso, dove non contano i pensieri dolci che nella tua testolina stanno iniziando a formarsi, mentre questo comportamento non farà altro che annientarli.

Proteggere non significa allontanare ed educare vuol dire insegnare la vita, parlare e dialogare e non sopprimere e reprimere ricattando moralmente il minore.

(…)

Mi vedrò ricercato dalle forze dell'ordine e, se tu mi aiuterai a dire quello che è successo, forse potrò evitare l'accusa infamante di aver tentato il tuo rapimento.

Continuando nell'assurdo, un giudice potrà dirmi che potrò vederti per qualche giorno a giorni alterni, mentre l'amichetto di mamma potrà dormirti accanto, ti farà notare che avrai sbagliato qualcosa, arriverà anche ad avere il diritto di tirarti un ceffone, solo con lo scopo di avallare la nevrosi di tua madre e potranno fare di te ciò che vorranno, poiché la tua dolce mammina sarà consenziente, grazie all'amore o alla libidine che proverà verso quest'uomo.

Loro potranno decidere di portarti a cena anche a sera tarda e tenerti per strada fino al mattino, saranno una coalizione che, coinvolgendoti, continuerà sempre di più ad allontanarti da me.

Se invece qualche sera, mentre ti sto riportando a casa, la mia macchina si fermerà all'improvviso e non avrò il modo di avvisare del nostro ritardo, mi vedrò ricercato dalle forze dell'ordine e, se tu mi aiuterai a dire quello che è successo, forse potrò evitare l'accusa infamante di aver tentato il tuo rapimento.

 

Pulcino mio, era proprio così che ti chiamavo quando mi rispondevi al citofono e, ridendo a crepapelle, mi aprivi il portone e mi aspettavi nelle scale, subito pronta a saltarmi addosso, baciandomi e rovistando nelle tasche, come si fa nelle cassapanche delle nonne, alla ricerca di qualcosa di buono e di nuovo che sapevi che certamente ti avevo portato.

Ieri sera, quando siamo usciti, avevo un groppone in gola dall'emozione e sono stato pervaso da un grande senso di rabbia quando mi hai detto che non volevi cenare con me perché tua zia aveva detto che dovevi uscire con papà per qualche ora e poi tornare a casa prima di cena.

Sinceramente ho dovuto moderare il mio istinto e cercare di farti capire che tua zia, o qualsiasi altra persona diversa da me o da tua madre, non ha alcun diritto di impartirti alcun ordine, perché i parenti sono degli affetti collaterali che di solito devono supportare l'opera educativa dei genitori legittimi, senza però interferire con iniziative personali.

In particolare modo, la tua cara zietta, si è resa complice del progetto di tua madre atto ad allontanarmi da te, dandole ospitalità.

Se vogliamo parlare in termini legali, è stata quasi una forma di favoreggiamento alla carognata perpetrata da tua madre e, il fatto di ospitarti, credi che gli dia il diritto di dirti ciò che è giusto fare o non fare?

Ma tu non dovevi vedermi piangere perché papà è forte e perché volevo insegnarti di diffidare dalle bigotte che si piangono addosso per ricattarti moralmente.

Amore mio, tu sei proprietaria di una casa che il tuo papà ti ha regalato con i suoi risparmi e, oltre a far fronte a tutte le spese relative alle utenze, provvedo a versare un sostanzioso assegno mensile solo per le necessità alimentari, oltre a provvedere a tutte le spese, di qualsiasi genere, che possano interessare te, a partire dalle caramelle fino ad arrivare al vestiario.

Cosa devo pensare, che tra le tante falsità che ti stanno raccontando sul mio conto dovrò anche sentirmiaccusare che avete dovuto riparare a casa di tua zia perché vi facevo vivere tra gli stenti?

Fortunatamente parlano chiaro gli estratti conto del mio conto corrente ed i negozianti che hanno sempre visto la mia persona ad acquistare tutto per te.

Dopo qualche minuto di difficoltà, ti sei aperta con me come avevi sempre fatto ed è uscita fuori la mia bambina che mi ha sempre amato tanto, ma che oggi è molto combattuta e confusa e che non riesce a capire cosa sta succedendo e soprattutto perché.

Abbiamo giocato in mille modi e, poiché hai voluto che ti comprassi i coloretti a spirito, mi hai fatto un bel disegnino e me lo hai donato insieme ad un grosso bacio.

Avevo voglia di piangere per scrollarmi addosso tutta l'amarezza che tua madre mi ha causato, ma tu non dovevi vedermi piangere perché papà è forte e perché volevo insegnarti di diffidare dalle bigotte che si piangono addosso per ricattarti moralmente.