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Autore

Ada Vita

Anno

1942 -1945

Luogo

Milano

Tempo di lettura

6 minuti

100 giorni a Beirut

“Se mi ritenete idonea, io sono disponibile”. Conclusa la telefonata mi vengono i dubbi: sarò all’altezza? è il primo servizio del e con il Contingente di Pace. La situazione a Beirut non è bella; nei Telegiornali si parla di una recente strage.

Bolzano, 9 ottobre 1982

 

E’ sabato, sono le 11.00 e si sta concludendo una settimana pesante per i vari problemi sorti nell’ambito del personale sia militare che civile; l’ufficio Personale di cui io sono la Responsabile è quello della Direzione Lavori Genio Militare. Fuori la giornata è luminosa e fa prevedere un’ottima e tranquilla domenica che mi solleverà un momento da questi impegni; difatti sto esaminando una pratica elaborata che occupa tutta la mia attenzione , mi distrae lo squillo del telefono: è l’Ispettorato Infermiere Volontarie (II.VV.) del V Centro di Mobilitazione di Verona. Strano, non mi cercano mai in Ufficio, i contatti avvengono, di solito, quando sono in Sede CRI. La Sorella responsabile della precettazione ha fretta. L’Ispettorato Nazionale di Roma ha emanato un messaggio ai 20 Centri di Mobilitazione per reperire, nei Centri di loro competenza, delle II.VV., subito disponibili, per un servizio in Libano con il Contingente di Pace (Ministero della Difesa). La richiesta è indirizzata a me quale Ispettrice Provinciale di Bolzano e vice del Centro di Mobilitazione con sede a Verona. E’ difficile, su due piedi, fornire nominativi senza interpellare le interessate; non c’è tempo, sparo un nominativo e poi aggiungo: “se mi ritenete idonea, io sono disponibile”. Conclusa la telefonata mi vengono i dubbi: sarò all’altezza? è il primo servizio del e con il Contingente di Pace. La situazione a Beirut non è bella; nei Telegiornali si parla di una recente strage.

 

Quando ho una qualsiasi responsabilità organizzativa è mia abitudine essere sempre la prima presente all’appuntamento; così faccio anche in questa nottata, ma nella hall c’è già qualcuno.

Beirut, Libano, 1982

Partiamo per Pisa: sono le 19.00, un pulmino ci attende; ci accompagnano l’Ispettrice II.VV. Nazionale Sorella Marocco, la Vice Ispettrice Nazionale Sorella Buccella e Sorella Spinola. Ci fermiamo in un Autogrill per una frugale cena. Sono quasi le due di notte quando arriviamo a Pisa. Nella hall dell’Albergo troviamo gli immancabili giornalisti, questa volta della Nazione e del Il Tirreno, a loro era stata data la possibilità di raggiungerci alle due od alle quattro di questa famosa nottata. Sorella Marocco si dispone a rispondere alle loro domande. E’ davvero tardi tutte sogniamo un letto, è mai possibile che 120 minuti abbiano una così breve durata? ce lo dimostra il portiere che ci sveglia puntualmente alle quattro. Quando ho una qualsiasi responsabilità organizzativa è mia abitudine essere sempre la prima presente all’appuntamento; così faccio anche in questa nottata, ma nella hall c’è già qualcuno. Una Sorella in divisa, è l’Ispettrice II.VV. di Pisa ed inoltre sono con lei il Presidente ed alcuni Consiglieri del Comitato CRI. Saluto e mi presento. In capo a 10 minuti arrivano le Sorelle e dopo i simpatici ed assonnati saluti, l’Ispettrice offre, a nome del Comitato di Pisa, ad ogni partente una scatola di cioccolatini. Salutate da tutte queste importanti Autorità, alle 6,50 decolliamo dall’Aeroporto Militare di Pisa. Con il nostro Aereo, un G.222, decollano altri cinque velivoli G.222 della 46°Aerobrigata di Pisa e due Hercules C.130.

Nuovamente a bordo, ognuna apre la propria scatola di cioccolatini per bloccare la fame, siamo digiune dalla sera precedente.

Trasportano l’intera unità sanitaria, completamente attrezzata e con un organico di 80 uomini compreso il Direttore Sanitario, Col. Medico Crapanzano, i medici militari provenienti da alcuni Ospedali Militari italiani (specie dal Celio – Roma e da Bologna). I Piloti ci danno la possibilità di ” sbirciare ” dalla cabina di pilotaggio; si fa scalo a Brindisi per rifornire gli aerei di carburante ma la sosta è solo di 10 minuti e non ci danno nemmeno il tempo di prendere un caffè al Circolo dell’aeroporto Militare. Nuovamente a bordo, ognuna apre la propria scatola di cioccolatini per bloccare la fame, siamo digiune dalla sera precedente. Sopra Cipro c’erano perturbazioni ed… entriamo in un’area di turbolenza, subiamo un sobbalzo dai sedili di una quarantina di cm., sbalzo che ci arriva “suonato” nello stomaco vuoto; l’espressione di noi Sorelle non manifesta nessuna reazione mentre il Col. Crapanzano, che è anche paracadutista ed i piloti commentano il fatto come un improvviso abbassamento di quota di 400 — 500 mt. che avrebbe potuto danneggiare l’apparecchio…

L’impatto con il suolo libanese non presenta, sul momento, niente di straordinario: sono passate da poco le 14.00, ci sono molte persone ad accoglierci, questa confusione disorienta quasi tutte noi, non sappiamo dove e come muoverci.

Ada cura i bambini feriti
Ada cura i bambini feriti