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Pourquoi? Pourquoi? Chi lo ha detto? Dove sta scritto?

Autore

Mouhamadou Lamine Dia

Tempo di lettura

3 minuti 30 secondi

Ithaca

Leggi il mio diario
Il visto
Nel frattempo mi ero innamorato di Arthur Rimbaud perché mi sentivo incompreso come si sentiva lui. Potrebbe sembrare paradossale che uno così critico sull’operato della Francia possa amare cosi tanto la loro letteratura, ma chi la pensa cosi vuol dire che non conosce il mio rapporto con Barbara.

Stavo diventando grande, mentre, più che rabbia, la non comprensione del perché mi serviva il visto per andare in vacanza in Francia mentre i miei cugini continuavano a venire in vacanza e c’erano francesi ovunque.

Iniziavo a chiedermi perché nessuno ha mai fatto nulla per cambiare le cose. In seconda superiore, perché in Senegal facciamo sei anni di elementari, quattro di medie e tre di superiori, la decisione che avevo preso all’indomani della mia festa della fine delle medie cioè entrare in Francia con l’aereo SENZA VISTO, cosa che fece morire dal ridere mio cugino Jean, veniva rafforzata dalla lezione di storia sulla rivoluzione industriale che avevo appena finito di fare. Uno dei professori che dopo la nonna ho ammirato di più aveva appena svegliato il comandante che stava dormendo in me. Ha introdotto la lezione con queste parole che non dimenticherò mai nella vita: “Mentre l’Africa è infetta di immobilismo, l’Europa inizia una crescita economica senza precedenti”. Immobilismo? No E NO. Se la mia vita sarà quello che ne farò non posso essere immobile. Le mie domande erano diventate altre: perché dopo quarant’anni dall’indipendenza del Senegal quasi nulla era cambiato? Perché il programma scolastico è rimasto quello prima della decolonizzazione? (Ad oggigiorno non è ancora cambiato) Perché i libri sulla colonizzazione e sulla decolonizzazione sono scritti da autori francesi? Cosa hanno fatto? Cosa hanno cambiato quelli che hanno governato dopo l’indipendenza? Perché cosi tanta letteratura francese e cosi poco sulla cultura africana? Nel frattempo mi ero innamorato di Arthur Rimbaud perché mi sentivo incompreso come si sentiva lui. Potrebbe sembrare paradossale che uno così critico sull’operato della Francia possa amare cosi tanto la loro letteratura, ma chi la pensa cosi vuol dire che non conosce il mio rapporto con Barbara. Non si può imputare al singolo francese la colonizzazione tantomeno le altre cose del passato. Per esempio Barbara l’ha sempre condannato.

Febbraio 1998, sette anni dopo la morte di mio padre, come regalo del mio diciannovesimo compleanno, la nonna mi diede le chiavi e la risposta ai miei miliardi di “perché?”. Quel giorno mi ha raccontato il segreto che le aveva confidato Baba. Lui sapeva che non saremmo cresciuti insieme. Lei ora mi stava consegnando le armi per affrontare la vita. Lei era così orgogliosa di questo incarico. Il nostro rapporto era bellissimo e mi ha sempre trattato in un modo diverso dagli altri miei cugini che vivevano in casa. “La tua vita sarà quello che ne farai, tu sei al timone e la potrai indirizzare dove vuoi.” Questa frase ha suonato nelle mie orecchie ogni singolo giorno come una sveglia nei momenti difficile o quando stavo per sbandare. Era giunto l’ultimo anno delle superiori, questo anno si affrontava l’esame più importante in Senegal, neanche la laurea è cosi sentita quanto la maturità.