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Scheda di dettaglio

Autore
Nome cognome
Dora Klein
Data di nascita
25-01-1913
Sesso
f
Luogo di nascita
Lodz (Polonia)
Livello di scolarizzazione
Laurea
Mestiere/Professione
Medico scolastico
Diario
Tipologia testuale
Epistolario Memoria
Consistenza
345 p.
Natura del testo
Dattiloscritto: 4 Allegati Fotografie
Tempo della scrittura
1983 -1989
Estremi cronologici
1936 -1945
Provenienza geografica
Polonia
Soggetti
Ambiente sociale Amicizia Antisemitismo Campi di concentramento Ebrei Epidemie Guerra mondiale 1939-1945 Legislazione Minoranze etniche Partigiani Persecuzioni razziali Politica Prigionia Razzismo
Luoghi del racconto
Augusta Auschwitz Bari Bengasi Bergen Bologna Borgotaro Croazia Fiume Francia Germania Hannover Libia Mentone Monticelli Terme Napoli Palermo Parma/provincia Pisa San Giorgio Ionico Siracusa/provincia Taranto Taranto/provincia Tobruk Tripoli Udine Venezia

Dora Klein

1936-1945 vita di una donna ebrea in Italia

Una giovane ebrea polacca residente in Italia viene deportata ad Auschwitz e Bergen Belsen. La sua laurea in medicina la salva dalle camere a gas.

1936-1945 vita di una donna ebrea in Italia
Fotografia di Luigi Burroni dal dattiloscritto di Dora Klein

Sinossi

Dora Klein nasce a Lodz, in Polonia, nel 1913 da una famiglia ebrea. I suoi genitori trovano la morte nel ghetto di Varsavia, ma a quell’epoca Dora vive già lontana dal paese natale, gli studi di medicina la portano prima a Bratislava poi a Bologna. Nel 1936 Dora vive a Fiume, dove conduce la vita di una normale ragazza della sua età che vive i primi amori. Si lega a un ufficiale di marina italiano, con il quale condivide una storia di passione e tormento. Insieme hanno una figlia, ma la legislazione antiebraica fascista impedisce alla coppia di sposarsi. Nel '43 Dora viene arrestata e rinchiusa nel castello di Montechiarugolo adibito a centro di raccolta per donne ebree residenti in Emilia-Romagna. Lì le viene ritirato il passaporto: una legge emanata dal governo polacco priva di cittadinanza tutti i polacchi che risiedano all’estero per più di cinque anni consecutivi. Questo è il caso di Dora e di molti altri ebrei polacchi. Dora diventa apolide. Pochi mesi dopo viene spostata a Fossoli, l’anticamera dei campi di concentramento nazisti. Da lì parte il convoglio che la deporta ad Auschwitz. Sarà internata anche nel campo di Bergen Belsen, dove la sua laurea in medicina la salverà dalle camere a gas, ma non dall’orrore dell’umanità.

Anni dopo l’esperienza dei campi di concentramento, Dora Klein affida le sue memorie alla scrittura.