Autore
Giorgio SacchettiAnno
1972Luogo
Arezzo/provinciaTempo di lettura
5 minutiTrento 1971: pagine dalla caserma
CANZONI ANTIMILITARISTE 
I testi delle canzoni che seguono, , a parte la prima che è databile anni '20, sono estremamente rappresentativi di quella cultura ‘rivoluzionaria’, non scevra per alcuni aspetti da quel mito della ‘violenza giusta’, che pervadeva i gruppi della sinistra negli anni '70. Le canzoni, rinvenute su volantino originale con tanto di indicazioni per gli accordi di chitarra, vengono riesumate ad unico scopo di documentazione. 
 
G.S./marzo 1991 
 
ED ANCHE AL MI MARITO TOCCA ANDARE 
(LA+ MI+ MI7 LA+) 
 
Ed anche al mi marito tocca andare/a far barriera contro l'invasore/ma se va a far la guerra e poi ci more/io resto sole con quattro creature/E avevano ragione i socialisti/ne è morti tanti e non siamo ancor lesti/ma se anche il prete dice che dovresti/a mori te un ci vai non ci son cristi/E a te Cadorna un bastan l'accidenti/che a Caporetto n' hai ammazzati tanti/noi si patisce tutti questi pianti/ma te nato d'un cane non li senti/E un me n' importa della tu' vittoria/perché ci sputo sopra alla bandiera/sputo sopra l'Italia tutta intera/e vado in culo al Re con la su boria./Ma quando si farà Rivoluzione/ti voglio ammazzá io nato d'un cane/e ai Generali figli di puttane/gli voglio sparà a tutti col cannone. 
DA QUANDO SON PARTITO MILITARE 
(LA+ MI+ LA+ RE+ LA+ MI+ LA+) 
Da quando son partito militare/sapessi tutto quello che ho passato/con gli ufficiali sempre a comandare/è peggio che se fossi carcerato./Ed i sottufficiali di carriera/devono mantenere la disciplina/proprio come quel boia d'un caporale/quand'ero a lavorare in officina./Un anno mezzo porta pazienza/questa è la scuola dell'obbedienza/questaè la scuola per imparare/come il padrone devi trattare./Quando non c'è la marcia c'è 1a guardia/oppure otto ore da sgobbare/e tutto quello che ci fan mangiare/è roba che ci fa solo crepare./E non ti venga in mente di parlare/o sei contento oppure la galera/proprio come faceva la Questura/quando s' andava in piazza a protestare/Un anno mezzo non lamentarti/devi imparare ad arrangiarti/ cos'è il lavoro cos'è la fame/devi imparare a non lamentarti./Quando esci fuori devi stare attento/in ogni caso niente discussioni/han fatto apposta quel regolamento/per mantenere le loro divisioni./Con la paura quando siamo fuori/ed i favoritismi se siam dentro/perchè se siamo uniti hanno paura/che noi possiamo usare la nostra forza./Un anno mezzo d'isolamento/devi scordarti del mondo intero/della politica del comunismo/un anno e mezzo di fascismo./Ma noi cis' organizza per lottare/nella  caserma è come in officina/a noi ci tocca sempre d'ubbidire/a loro tocca sempre comandare./La nostra lotta è la lotta di classe/ed e di tutti quanti gli sfruttati/perciò lotta continua tutti uniti/nelle caserme in fabbrica ai quartieri./Un anno e mezzo si può lottare/anche facendo il militare/ma che divisa ma che bandiera/lotta di classe sempre più dura.
TI RINGRAZIO MINISTRO TANASSI 
CLA+ MI+ LA+ MI+ LA+ RE+ LA+ MI+ LA+) 
Ti ringrazio ministro Tanassi/pel fucile che mi hai fatto dare/ti ringrazio ministro Tanassi/che mi hai insegnato a ammazzare. /Vi ringrazio signor generale/De Lorenzo Marchesi ed Aloia/che mi 
avete insegnato ad usare/bombe a mano mitraglia e mortaio./Vi ringrazio Agnelli e Breda/per le armi che costruite/armi forti perfette e sicure/basta un colpo per far fuori un uomo./Quindici mesi passati in caserma/voi ci dite che servono a tanto:/sono serviti alla nostra rabbia/per armarsi. dei vostri fucili./Quando ero in fabbrica alla catena/io non avevo che queste mani/scendevo in piazza con i compagni/con qualche pietra ed un bastone.../E davanti a noi la violenza/degli elmetti dei fucili/dentro il fumo dei lacrimogeni/sparati ad altezza d'uomo./Io adesso mi sento più forte/queste armi non sono più vostre/ora siamo capaci di usarle/e le volteremo su voi./Ti ringrazio ministro Tanassi/del fucile che mi hai fatto dare/ti ringrazio ministro Tanassi/per avermi insegnato a sparare.