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Autore

Mario Tutino

Anno

1943 -1945

Luogo

Milano

Tempo di lettura

15 minuti

[...] Ha piovuto durante la notte

Nella mattinata ho appreso in tre successive telefonate, da Roberto che Genova é stata liberata dai partigiani. I tedeschi si sono ritirati senza combattere.

24 aprile 

A Milano, stamani, i giornali scarseggiano. Dicono siano stati tolti di circolazione da gruppi partigiani. Il bollettino tedesco non é apparso neppure nei giornali del mattino. Curiosa la riapparizione dell'Italia del popolo che si ripresenta senza commento alcuno alla sospensione inflittale e - tanto per ossequio al padrone - con un trafiletto contro giornaletti partigiani. Come pezzo forte un editoriale lamentevole senza alcuna sensibilità politica, né senso realistico, né vera dignità, su l'Europa e l'Italia alla vigilia di S. Francisco. Giacche il senso realistico, la sensibilità politica, e la dignità vera di un uomo, o di un partito o di una intera nazione, non si conciliano in nessun modo con grossolane espressioni simili a questa...... " non ammettiamo transazioni o discussioni (circa l'integrità territoriale della Patria), pronti a rinnegare Iddio se Iddio ci volesse negare una Patria grande e potente".  E costui, il Cione, si presume e vanta filosofo!....  Ma c'é stato ben altro oggi. Nella mattinata ho appreso in tre successive telefonate, da Roberto che Genova é stata liberata dai partigiani. I tedeschi si sono ritirati senza combattere.  Il posto é intatto, intatti gli stabilimenti dell'Ansaldo dove ingegneri e tecnici hanno tolto le mine. Solo alcuni natanti sono stati affondati all'entrata del Porto.  Nel pomeriggio notizie ancora entusiasmanti. Mantova sarebbe stata occupata da paracadutisti, occupata o raggiunta sarebbe Cremona. Ho le notizie di Mantova da Battista. Quella di Cremona da Tala[...]. Il quale mi conferma la notizia di Mantova avuta dal Dott. Gardini che é nell'ufficio propaganda della X Mas. Conferma arrivano da tutte le parti.  A sera, dopo la trasmissione di Monteceneri della 9,16, Carlo M. mi chiama al telefono e mi dice di aver saputo dal Dr. Vitali e poi da Renzo Segale, come cosa certa, che in una riunione a cui avrebbero partecipato Mussolini, rappresentanti del C.d.L. e del Comando Germanico, sarebbe stato deciso di considerare Milano città aperta. I tedeschi la sgomberano, i fascisti assicureranno l'ordine pubblico fino all'arrivo degli alleati.  Una emissione radio (non so quale) delle 20,50 avrebbe dato notizia che il Gener. Alexander ha posto il blocco per tutte le notizie dal fronte italiano, le quali, fino a mezzanotte, si limitano ad accennare alla presa di Ferrara, di Modena, e della Spezia. La tensione dell'anima é altissima. Alessandro si conserva calmo e determinato. Ha deciso di partire, e nonostante riceva verso le 23 una comunicazione telefonica dal Capitano Gaetani, che non può più accompagnarlo, egli conferma che andrà domattina alle 6. 

I segni dello sgombero tedesco, e dei fascisti sono del resto evidentissimi. [...] Autocarri pieni di camicie nere filano verso Porta Venezia. E, durante la notte, mi dicono é stato un continuo passaggio di truppe tedesche su autocarri.

25 aprile

Alessandro è partito. Era bellissimo nel suo costume da viaggio giacca a vento chiara, accollatissima, pantaloni di velluto nero da sciatore, scarponi "Vibram"; tascapane alla cintura, sull'anca. Fanny lo ha accompagnato fino al portone di casa; poi é risalita, é tornata a letto con me, e l'ho tenuta a lungo tra le braccia che piangeva.  Verso mezzogiorno con Battistella siamo trovati da Carlo Marr.  Mi ha confermato che Segala ha dato come certissima la notizia dell'accordo intervenuto per Milano. I segni dello sgombero tedesco, e dei fascisti sono del resto evidentissimi. A Lambrate, a Sesto - mi segnalano - i tedeschi vendono di tutto; le biciclette che avevano cominciato a vendere per 3-500 lire sono poi salite a 2-5000 lire. Quando torno a casa verso le 12,50 in Via Vivaio, dinnanzi alla Amministrazione Provinciale, tre enormi camions terminano il carico di inverosimili quantità di casse e di masserizie. Autocarri pieni di camicie nere filano verso Porta Venezia. E, durante la notte, mi dicono é stato un continuo passaggio di truppe tedesche su autocarri.  La Valcamonica ha detto a Carlo il Gener. Perego, é tutta intasata dalle unità tedesche che ripiegano; le bande partigiane le lasceranno passare? I patrioti intanto hanno costretto i tedeschi e i fascisti a sgomberare dall'Ossolano, dalla Provincia di Vercelli e da quella di Novara. Penso che Alessandro ha forse incontrato la 76^ Garibaldi prima di quanto non si aspettasse. I partigiani si comportano con bellissima audacia.  Umberto B. che é venuto a casa verso le 13 ci ha raccontato di aver assistito questa mattina al posto di blocco di Niguarda, mentre egli stesso vi giungeva, venendo da Cantù a questo fatto: cinque ciclisti che lo precedevano arrivano difilato sul posto di blocco, e al segnale di altri due o tre militi fascisti, saltano dalle biciclette e spianano le rivoltelle, disarmano i tre militari del posto, e con i mitra a tracolla, risalgono sulle biciclette e via. Pure a Niguarda ieri l'altro i partigiani hanno assaltata una caserma locale; l'han vuotata di tutto; e sul portone hanno inchiodato un cartello con su scritto "Da affittare" Scrivevo queste note quando, verso le ore 16 Talamazzi mi chiama al telefono per dirmi essergli pervenuta comunicazione da Bassani (sembra, bene informato) che alla periferia, in località non precisata si sta ratificando un accordo tra Mussolini e rappresentanti del Comitato di Liberazione Naz. per la cessazione delle ostilità. La notizia é oltremodo imprecisa. Si tratta della stessa notizia diffusa ieri, o di che cosa? In ogni modo si ha la sensazione che qualche avvenimento di eccezionale importanza sia imminente. Mi precipito fuori di studio.

ma prima che nulla si faccia corro in casa e chiedo a Fanny le nostre quattro bandiere. [...] deve accorgersi che io sono davvero impaziente; cerca e mi porta le bandiere. In un attimo eccole ai quattro balconi; [...] E Luisa che tutta fremente mi sta accanto, subito mi grida: " papà, papà, eccone un'altra "[...] " Un'altra! Un'altra lì! " In un attimo in Viale Piave e nelle vie vicine sono apparse le bandiere. La gente applaude alle pattuglie di patrioti in armi che saettano nella strada.

26 aprile

C'era movimento insolito nelle strade ieri, verso le 16 quando sono uscito di studio per raggiungere i miei, in Viale Piave, e recar loro le notizie apprese allora allora. Ma la sente non sapeva; s'adunava sui portoni, si mostrava alle finestre, come nel presentimento di novità, e messa in allarme dall'accorrere di gruppi in direzioni varie, e dall'insolito saettare di macchine; curiosa e ansiosa e già in qualche modo gioiosa. Ha quando entrando in Viale Piave 5 annuncio risolutamente: " tutto é finito ", si stanno trasferendo i poteri al Comitato di Liberaz.  Nazionale " esplode un grido irrefrenabile, i pochi presenti si precipitano, chi in strada, chi su per le scale a infornare i parenti, a informare i vicini. La vera scia di polvere, il subito incendio; in un attimo tutta la strada, tutto il rione é in subbuglio. In verità io non so affatto con esattezza che tutto sia finito, che si stiano trasferendo i poteri; ma ho detto quel che é affiorato alla mia coscienza come sintesi, nel mio intimo, delle poche imprecise informazioni che ho e della spasmodica attesa che é in me. Tuttavia sento, con assoluta certezza che é così, che non può essere che così. Ci si affaccia alle finestre, si fanno due o tre volte le scale per parlare con la gente in cortile e in strada; si apre la radio, si ascolta.  Sono i fascisti repubblicani che occupano la trasmittente e che parlano. Luisa, Nannina sono trepidanti e ansiose; chiedono, guardano, ascoltano. Sono sempre i fascisti che parlano. To le rassicuro. Telefono a Corrado. Anche Corrado, dopo essere rimasto sorpreso da quanto gli dico, mi richiama al telefono e mi fa osservare che la radio non trasmette nulla che faccia supporre esatta la mia informazione. " Se fosse vero - mi dice - la radio sarebbe stata la prima a passare sotto il controllo dei patrioti...." " Chiedi - gli dico - cerca di informarti ". Ma io mi informo a mia volta. Telefono a Bassani che evidentemente ha in questo momento qualche buona fonte di notizie a cui attingere.  Bassani mi assicura che la notizia é assolutamente esatta; e che il trapasso dei poteri avverrà nella notte.  Mi tranquillizzo; e ripeto la notizia a Corrado.  Nella notte, un crepitio fragoroso e vicino di mitra ci desta di soprassalto. Ci siamo! L'impressione é tale che Fanny si alza per andare a vedere se Luisa si sia spaventata. Gli scoppi continuano, ma Fanny torna e mi dice che Luisa dichiara di essere tranquillissima. Il fragore cessa. Dormiamo ancora; i colpi vicini, lontani, ci destano di quando in quando nella notte. Al mattino (già si avverte che fuori all'aperto ci deve essere aria nuova......), chiama al telefono il capitano Gaetani. Chiede se possiamo trovare un qualsiasi mezzo per andare a rilevarlo all'Ospedale XXVIII ottobre, dove é stato ricoverato per una ferita al piede; ha preso parte all'occupazione della Prefettura (la breve battaglia di cui si é sentito il fragore, nella notte....) ed ora vuole raggiungere i suoi uomini. Telefono in due o tre posti. Ma quando richiamo Gaetani, all'Ospedale, egli mi ringrazia e dice che ha trovato un automezzo chiedendo al proprio Comando.  La radio trasmette ancora qualche notizia di tipo fascista; ma di lì a poco tutto cambia; ecco si sentono notizie solenni.  Esco e vado in Via Barozzi, telefono a Carlo H., telefono a Carlo B., telefono a Corrado. Poi torno a casa e noto, per via, che non una bandiera é apparsa ancora ai balconi, già le vie corse, invece, da automezzi di ogni sorta, che saettano per la città, con armati a bordo. I partigiani. Filano é tutta un palpito di vita; avvicino qualche gruppo di armati e una vettura in fazione che s'é arrestata al posto di blocco già stabilito in Viale Piave, all'angolo di Via Bellotti e dico agli uomini: "stabilite una squadra che percorra le strade e faccia esporre le bandiere". Dicono di sì; ma prima che nulla si faccia corro in casa e chiedo a Fanny le nostre quattro bandiere. Fanny che é più calma di me, attende non poco a tirar fuori i quattro cenci " Calma, calma - mi dice - che fretta hai? Ma poi deve accorgersi che io sono davvero impaziente; cerca e mi porta le bandiere. In un attimo eccole ai quattro balconi; qualche giovane dalla strada grida: via gli stemmi!" Lo faremo poi" rispondo "E Luisa che tutta fremente mi sta accanto, subito mi grida: " papà, papà, eccone un'altra " e mi indica la casa di fronte a destra " Un'altra! Un'altra lì! " In un attimo in Viale Piave e nelle vie vicine sono apparse le bandiere. La gente applaude alle pattuglie di patrioti in armi che saettano nella strada.  La radio, di quando in quando, trasmette notizie. Verso le dodici il Comitato di liberazione Naz. invita la popolazione ad unirsi al movimento di liberazione. Nuclei di resistenza sono ancora nelle città. La città deve essere trovata dagli alleati, completamente ripulita ad opera degli italiani. I fascisti sono avvertiti: "arrendersi o perire". La popolazione ospiti i feriti, assista fraternamente i patrioti; tenga contegno dignitoso. Gli ex carabinieri sono invitati a presentarsi al luogo di concentramento nel Palazzo di Giustizia. Il Generale Garelli ne assumerà il comando. Commissario del C.L.N. per la Provincia di Milano é nominato Riccardo Lombardi.  Vetture con a bordo fascisti, travestiti da patrioti (bracciale tricolore e drappi rossi) percorrono la città e sparano sulla folla. La radio trasmette ininterrottamente. Quando, nel pomeriggio vado un momento a riposare, Luisa seguita a trascrivere le comunicazioni per me. Conserve qui integralmente il foglietto che la piccina mi ha preparato. E' tutta vibrante di entusiasmo. 
I) attaccare i fascisti e catturarli; 
2) ostacolare i fuggítivi; 
3)`requisire tutti gli edifici pubblici; 
4) mantenere rigorosamente l'ordine pubblico.
Il Comitato di liberazione, Piazza di Milano, assume il comando dell'ordine pubblico e perciò:
I) i rapinatori saranno passati per le armi sul posto; 
2) i cittadini possono circolare liberamente delle 5 alle 9 ½ ; 
3) le macchine non possono circolare se non con lo speciale  permesso del Com. di Liber. e con tessera di riconoscimento;
4) l'oscuramento é eguale fino a nuovo ordine che verrà trasmesso per radio. 
Ai soldati fascisti e tedeschi:
La battaglia é giunta alla fine. Si chiama salvezza per voi abbassare le armi e arrendersi al Comitato di Liberazione. Chi sarà colto con le arci sarà fucilato. Solo che si arrende avrà salva la vita se non ha commesso altri delitti personali.  
Il compagno Corrado, capo delle formazioni militari socialiste parla :
 " Non dimenticate nelle ore dell'entusiasmo la vostra aspirazione. Abbiamo molto da fare; tutto da ricostruire. Non dimenticate i vostri morti e i vostri parenti addolorati
 La guerra é finita per noi donne socialista, ma non dimentichiamo le dure esperienze " Compagna Mattioli dirigente del  Partito socialista femminile ha parlato. 
Pensa certamente a Saverio e ad Alessandro che militano tra i partigiani, e i partigiani sono tutto, oggi per lei.  In verità sono tutto per l'Italia.
La nuova stampa, intanto, riempie di gioia la folla. Italia Libera e Unità al mattino; nel pomeriggio Avanti, Popolo e Popolo Sovrano sono contesi per le vie e presso i chioschi.  Si ha subito la sensazione, come già si aveva nel moto di piazza, d'una condotta seria, fortemente responsabile, intelligente, accorta e concorde del movimento totale. Si é in buone mani.  Nel pomeriggio ho fatto una corsa fino a casa di Giulio Tal.  Il quartiere di Corso B. Ayres é dei più frementi. In Via Casati all'angolo di Via Settembrini la folla s'assembra, con relativa cautela attorno ad un nucleo di patrioti in battaglia con fascisti annidati in un appartamento e che sparano nella strada. Assisto a lungo all'agguato ed al tiro; poi vado da Giulio e saluto il figlio che finalmente esce dalla sua prigionia.  Quando esco, verso le 18, la città é sempre più tumultuante; si colora sempre più vivacemente di rosso, alle finestre, veicoli, nelle persone, nei vessilli agitati dai patrioti trascorrenti in fazione. Le braccia si levano nel saluto col pugno chiuso. La spinta comunista é evidente. Il moto é nato nel popolo e dal popolo. Sboccherà nei prossimo giorni in violenza? In violenza dilagante non credo; certo nessuno potrà evitare che il sangue scorra. Ma questa necessità di sangue ha necessità, fortunatamente, un obiettivo immediato e vicino nelle persone che hanno impersonato il carattere oppressore e crudele del fascismo, e probabilmente la violenza che ne deriva si esaurirà nella cerchia politica e nel complesso di uomini e donne già individuati e condannati. Non dilagherà nel campo sociale.  Pesa, insomma, una non prescrivibile condanna sul capo di persone note al popolo, o note a chi ne é stato singolarmente oppresso; non pare ancora una minaccia gravante su intere classi sociali. Violenze nel campo sociale, non avverranno se non si frapporranno inconsulti ostacoli a un moto di rinnovamento che s'annuncia entusiastico, generoso e concorde.  I gerarchi del fascismo sono tutti in fuga. E gli alleati dove sono? quanto distano da Milano? 

Foto di Luigi Burroni dal diario di Mario
Foto di Luigi Burroni dal diario di Mario