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Logo Fondazione Archivio Diaristico Nazionale

Autore

Mario Tutino

Anno

1943 -1945

Luogo

Milano

Tempo di lettura

8 minuti

[...] Ha piovuto durante la notte

Gli Spampanati non vedono e non possono vedere [...], che la rivolta antifascista é fortemente in atto, anche se ha dovuto rallentare i tempi e coprire la sua preparazione;

1 marzo 

Quel che la stampa del regime definisce " Stato d'animo negativo” (vedi Spampanato: Svegliarsi - Stampa del 23 febbr.) del popolo italiano non é che un'illusione fascista. Una illusione generata dalla fretta e dalla incomprensione. Impossibilità congenita a chiarirsi i fenomeni, storici che stiamo attraversando, a comprendere la passione e la fede che accende l'animo dei loro avversari; fretta di reimprovvisare una spettacolosa quanto vacua grandezza alla nazione prostrata dalla sconfitta. Gli Spampanati non vedono e non possono vedere, che l'Italia, per rinascere, ha bisogno di liberarsi da ogni più piccolo residuo del veleno assorbito nell'ultimo venticinquennio; né può vedere che per liberarsi completamente ha bisogno che nessun fascista e nessun tedesco nazista calchi più il suolo d'Italia; anche, che gli "alleati" pure essi stranieri, compiuta l'opera loro, sgombrino il territorio della nazione.  Non vedono né possono vedere, che la rivolta antifascista é fortemente in atto, anche se ha dovuto rallentare i tempi e coprire la sua preparazione; non vedono l'odio che anima la stragrande maggioranza del popolo italiano e che é prossimo a divampare. Blaterano come i Ricci, i Farinacci e tutti gli altri di voler salvare l'Italia, e con l'Italia gli Italiani; questa Italia che vuole si salvarsi, ma dal fascismo, contro il fascismo, assolutamente e per sempre. 

Il tono che assume la propaganda nazifascista; il serrare dei tempi nell'offensiva sui fronti orientale e occidentale; gli assaggi sul fronte appenninico; tutto indica che le sorti della guerra precipitano.

5 marzo

E' nell'aria un'attesa di eventi gravi e definitivi. Il tono che assume la propaganda nazifascista; il serrare dei tempi nell'offensiva sui fronti orientale e occidentale; gli assaggi sul fronte appenninico; tutto indica che le sorti della guerra precipitano. La Germania da tempo é venuta mutando il suo atteggiamento e i suoi propositi. Dalla sfida insolente, dalle minacce di sterminio, dalla ostentazione di invincibilità, via via alla attenuata ed esasperata minaccia di trarre con se, nella rovina, l'universo; alla accorata denuncia degli scempi cui sottostà la popolazione delle città tedesche; alla implorazione della vendetta di Dio contro gli assalitori; alla demente insinuazione di voler usare mezzi estremi (e, dunque, illegali) pur di salvare la patria.  Questi sono i frutti del fanatismo e dell'incoltura. Questo riservava a due grandi nazioni il governo tirannico di due uomini di bassa estrazione. Certo si soffre a leggere oggi i ragguagli delle distruzioni di Dresda, la più recente vittima delle incursioni aeree alleate, e della follia hitleriana. Di chi la colpa? Quella follia precede ogni altro avvenimento. E forse sarà causa di ben altri lutti all'infelice nazione. Intanto gli alleati si approssimano al Reno; i Russi sono quasi alla costa baltica.  Carlo B. é stato da me. La difesa delle centrali elettriche attira sempre più l'attenzione del Com. di liberazione. Si cerca di far convergere allo scopo, sia l'azione dei patrioti, sia le misure degli organi dirigenti interni locali e l'opera delle squadre di lavoratori, sia mezzi di corruzione nei confronti dei guastatori tedeschi. Il Com. di liberazione segnala anche la scelta di Zerbino a ministro degli Interni come sintomo di una certa tendenza conciliatrice, che prevarrebbe contro la tendenza estremista dei Farinacci, dei [...] ect. Dovrebbe risultare attenuata anche violenza della azione antipartigiana. 

Egli ha raccontato che da qualche tempo, e con grande frequenza, aerei inglesi lanciano armi automatiche, cannoncini anticarro e provvigioni in zona attorno a Sondrio che credono occupata da partigiani. Armi e provviste finiscono invece in mano delle forze repubblicane e dei germanici.

7 marzo

E' stato da me Carlo B. Gli ho comunicato la notizia avuta da Giulio T. e che questi ha appreso da una conversazione con certo Gennaioli, amico di suoi parenti, e - a quel che sembra - ingenuo e imprudente parlatore. Il Genn. é maggiore della Guardia Repubblicana e presta attualmente servizio a Sondrio, presso la Censura Militare. Egli ha raccontato che da qualche tempo, e con grande frequenza, aerei inglesi lanciano armi automatiche, cannoncini anticarro e provvigioni in zona attorno a Sondrio che credono occupata da partigiani. Armi e provviste finiscono invece in mano delle forze repubblicane e dei germanici. La cosa mi sembra strana, giacché so che prima di eseguire lanci, gli alleati, attendono conferma circa l'ora, la località e via dicendo. Potrebbe esserci stato errore di interpretazione di un messaggio; ma in questo caso si tratterebbe di errore accidentale e isolato. Il Gennaioli ha parlato di gettito continuato, frequente. Che ci sia dunque qualcuno che tradisce? In ogni modo ho avvertito chi debbo.  Il Genn. ha parlato anche di un nuovo tipo di bombe a mano che i germanici starebbero distribuendo alle truppe. Queste bombe conterrebbero un potente sonnifero. La cosa mi sembra ridicola, in sé e per sé; tuttavia anche di questo ho fatto dare comunicazione.  Nel "Corriere della Sera " di oggi leggo - riportato dal Lavoro  Svizzero di Bellinzona - un articolo intitolato "Terziglio". L'autore, anonimo, vi fa un esame abbastanza acuto dei rapporti  tra gli alleati (russi, inglesi, americani). Ma non scopre certo nulla di nuovo, e nel precisare il quadro dei sintomi più o meno  visibili dei dissensi che accompagnano i  contrastanti interessi di quelle nazioni, non fa che cogliere i motivi vitali delle idee che muovono i popoli, e che continuano e continueranno ad operare e produrre storia. E che per ciò? Anche se i contrasti ideali, le umane aspirazioni che sollecitano le varie nazioni dovessero portare ad un altro conflitto e a nuovi raggruppamenti di potenze contrastanti, ne risulterebbe - in qualche modo, come pretende la stampa repubblicana, giustificato il regime nazista e fascista? -  Proprio il contrario. Giacché se fosse vero, ed é ancora da dimostrare, che il bolscevismo é quel tremendo pericolo per l'Europa e per il mondo che i nazisti e i fascisti pretendono e che la Germania ha preso le armi per salvare da quello il mondo, chi assolverebbe Hitler dallo spaventoso accecamento che lo ha indotto a lottare contro il bolscevismo eccitando contemporaneamente contro di sé il mondo intero? E, ad ogni modo, una forza si vince opponendole una forza contraria; non un'altra parallela. Nazismo e fascismo sono forze parallele al bolscevismo. Ed il bolscevismo per abbattere il nazismo ha avuto bisogno del concorso di forze nettamente contrarie, la forza di potenze democratiche liberali. Eliminato il nazismo, resteranno in campo forze contrarie. Il loro contrasto potrà generare o una situazione di equilibrio, o il cedere di una delle due forze contrastanti. E questo é nella logica della storia: quello che conta é partecipare con mente chiara e cuore puro ai contrasti che la storia ci prepara.  Quanto a nazifascismo e bolscevismo, ho già detto altra volta e che del primo abbiamo già sperimentato direttamente tutto il male di  cui é capace per poter esitare nella scelta; se entrambi debbono essere ostili, ebbene, eliminiamo intanto dei due nostri nemici il più prossimo e inviso. Chi sa che con l'altro non si trovi il modo d'intenderci. Io credo di sì.

Ma dimentichiamo tutte queste parole: é naturale dopo diciotto mesi di distacco quanto avviene fra noi. [...] Insieme poi concreteremo tutto in un abbraccio e nel lavoro che sarà la nostra vita vicina.

26 marzo 

Un caro biglietto di Saverio giunge oggi. Dice: "Carissimi, vi scrivo, come al solito, in una breve parentesi. Non tanto breve però da non poter sentire tutto quello che pochi giorni fa ho letto in una lettera di papà e della mamma.  E' necessario tornare sull'argomento: non nel senso del riconoscimento e della comprensione verso la mia personale posizione; intendevo parlare di una vostra "incomprensione ", ma nel senso più vasto di una vostra non perfetta adesione con me, negli effetti, nella obbiettiva finalità di quanto facciamo.  E ve l'ho già scritto. Ma dimentichiamo tutte queste parole: é naturale dopo diciotto mesi di distacco quanto avviene fra noi. Ma sarà superato, si supera nell'istante medesimo in cui ci convinciamo - serenamente - di una impossibilità naturale com'é questa. Ho poco tempo, tante cose premono e siate sempre forti ed equilibrati di fronte a tutto. Siate giusti, nel giudizio e nella risoluzione pratica reale del giudizio. Insieme poi concreteremo tutto in un abbraccio e nel lavoro che sarà la nostra vita vicina.  C'é gente che canta, c'é..... c'é tanto qui. Non posso più continuare per il momento. Vi abbraccio teneramente Saverio         

Foto di Luigi Burroni dal diario di Mario
Foto di Luigi Burroni dal diario di Mario