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Scheda di dettaglio

Autore
Nome cognome
Shlomo Venezia
Data di nascita
29-12-1923
Sesso
m
Luogo di nascita
Salonicco
Mestiere/Professione
Direttore d'albergo
Diario
Tipologia testuale
Memoria
Consistenza
57 p.
Natura del testo
Dattiloscritto: 2
Tempo della scrittura
2003 -2004
Estremi cronologici
1934 -1956
Soggetti
Amore Antifascismo Campi di concentramento Deportati Ebrei Famiglie Forni crematori Guerra mondiale 1939-1945 Lavori forzati Morte
Parole chiave
Liberetà Shoah Sonderkommando
Luoghi del racconto
Atene Auschwitz Austria Bellagio Bolzano/provincia Como/provincia Ebensee Grecia Merano Polonia Roma Salonicco
Crediti immagine di copertina
Shlomo Venezia

Shlomo Venezia

Il racconto di Shlomo Venezia

Le memorie di un cittadino italiano ebreo residente in Grecia durante la Seconda Guerra Mondiale: da Salonicco ad Auschwitz, dove, per sopravvivere, è costretto a far parte di un sonderkommando. Una lotta per la sopravvivenza fisica e psicologica, che si conclude con la liberazione.

Il racconto di Shlomo Venezia
Shlomo Venezia

Sinossi

Salomone Venezia, detto Shlomo, è un cittadino italiano ebreo residente in Grecia. Nasce a Salonicco nel 1923 da una famiglia ebrea. Shlomo e la sua famiglia sono molto rispettati nella loro città e ben integrati: le prime leggi razziali non impediscono loro di vivere come liberi cittadini. Ma quando nell’autunno del ‘40 Mussolini attacca la Grecia e si trova a dover affrontare un’aspra resistenza, interviene anche la Germania. La Grecia si ritrova allora contemporaneamente occupata dagli italiani e dai tedeschi: entrambi avevano gli elenchi degli ebrei e improvvisamente tutti gli ebrei residenti in Grecia sono schedati e perdono i loro diritti. Nel 1943 cominciano le persecuzioni e le deportazioni. Il consolato italiano offre agli ebrei italiani di Salonicco due possibilità: il rimpatrio verso l’Italia, destinazione Sicilia, o il trasferimento verso Atene, posta sotto l’amministrazione italiana. Per non lasciare il paese natale, molti scelgono il trasferimento ad Atene. Questa scelta però si rivela fatale perché dopo l’8 settembre del 1943 e la disgregazione dell’esercito, la zona di Atene cade in mano tedesca: Shlomo e gli altri ebrei italiani vennero deportati dai nazisti delle SS.  L’11 aprile del 1944 Shlomo arriva ad Auschwitz-Birkenau insieme alla madre, alle tre sorelle, al fratello e ad alcuni cugini. Lì viene separato subito dalla madre e dalle sorelle. Due di loro, ritenute troppo giovani, e la madre, considerata troppo anziana per lavorare, vengono subito destinate alle camere a gas. Della sorella più grande invece, Rachele, Shlomo perde traccia quel giorno. La rivedrà solo tredici anni dopo, nel 1957. Quanto a lui e Moise, il fratello maggiore, vengono obbligati a lavorare nei Sonderkommando, squadre di deportati che devono prendere in carico la cremazione e lo smaltimento dei corpi degli altri deportati. I Sonderkommando vengono periodicamente smantellati e i loro membri uccisi per evitare di diffondere testimonianze troppo precise del progetto di sterminio del regime nazista.  Shlomo fu uno dei pochissimi sopravvissuti dei Sonderkommando e uno dei due soli italiani che ne fecero parte.

 

La storia di Shlomo è stata pubblicata da Liberetà nel 2006 in un volume dal titolo "l'abisso e il silenzio".