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Autore

Angela Mori

Anno

2005 -2006

Luogo

Firenze

Tempo di lettura

7 minuti

Un regalo lungo 105 giorni

Lascio il Nicaragua con l'amarezza per aver ritrovato un Paese in condizioni economiche sempre più disastrose, completamente desovranizzato (in ostaggio del Fondo Monetario Internazionale) ma dove per fortuna ci sono ancora persone con la voglia di lottare.

Data: Wed. 30 Nov 2005 17:34:39 +0100 (CET)

Oggetto: Edad de oro

È il nome del progetto che ieri ho avuto l’opportunità di conoscere a Leon e che è stato sostenuto per anni dal MIai, una ong italiana, con la collaborazione di un'altra associazione (sempre italiana) e di partners locali.

Lo scopo del progetto è quello di seguire i ragazzi, dal periodo prescolare fino all’università, affinché non abbandonino gli studi a causa delle condizioni economiche e del disagio familiare che molti di loro sono costretti a vivere. Oltre a garantire loro il diritto allo studio attraverso il pagamento delle tasse scolastiche e l'aiuto psico-pedagogico, grazie alla empresa social che è stata creata dal progetto, i ragazzi, dall'eta' di tredici anni, se vogliono, possono anche apprendere lavori di pelletteria e serigrafia nei due laboratori del progetto o lavorare nel cafetin "la esquina del movimiento", un bel locale creato anch'esso da "edad de oro": questo consente loro di ricevere una borsa di studio mensile pari a 30 dollari. Forse questa cifra vi sembrerà bassissima ma dovete pensare che in Nicaragua lo stipendio mensile di un operaio è pari a 60 dollari, quello di un insegnante e di un impiegato della pubblica amministrazione si aggira sui 100 dollari e quello di un medico può arrivare al massimo a 200 dollari. Le tasse universitarie si aggirano sui 50 dollari mensili. E' ovvio che con queste premesse economiche, l'abbandono scolastico sia la cosa più normale in Nicaragua. Adesso mi trovo nuovamente a Managua perché' tra poco meno di due ore partirò per il Costarica. Lascio il Nicaragua con l'amarezza per aver ritrovato un Paese in condizioni economiche sempre più disastrose, completamente desovranizzato (in ostaggio del Fondo Monetario Internazionale) ma dove per fortuna ci sono ancora persone con la voglia di lottare.

HASTA SIEMPRE SANDINO!

Angela

Sono stata a Casa di Yaritza, sorella di Gustavo, che collabora alla "Mision Robinson", il progetto del governo che grazie alla metodologia didattica cubana ed al coinvolgimento delle persone stesse del barrio come insegnati e facilitatori ha raggiunto il traguardo di un milione di adulti alfabetizzati in un anno [...]

Data: Sat. 24 Dec 2005 23:56:26 +0100 (CET)

Oggetto: 23 enero

Ho lasciato Panama per la Colombia due settimane fa con l'aereo: questo è stato l'unico tratto del mio viaggio che non ho potuto percorrere via terra dato che la panamaericana si interompe a Yaviza (Panama) e riprende a Chigorodo' (Colombia).

Anche volendosi avventurare nel Darien, la zona di confine tra i due Stati appunto, si corrono seri rischi per l’incolumità, visto che quell'area è sotto il controllo del narcotraffico, dei militari, paramilitari, guerriglia, CIA e banditi vari. Sono arrivata a Medellin e ho raggiunto poi Bucaramanga, due città non particolarmente interessanti.

Sono entrata poi in Venezuela fermandomi alcuni giorni a Merida e a Tucacas.

Due giorni fa sono arrivata a Caracas. Ieri, grazie a Gustavo, un compagno del collettivo Carlos Reina e della cooperativa Cafecao, che vive nella comunità del 23 enero, ho avuto la possibilità di conoscere realmente quella che viene definita la Rivoluzone Bolivariana.

Sono stata a casa di Nelson, pittore muralista, che ha dipinto la maggior parte dei murales de vari barrios che questa comunità, di circa 300.000 persone, comprende.

Sono stata a Casa di Yaritza, sorella di Gustavo, che collabora alla "Mision Robinson", il progetto del governo che grazie alla metodologia didattica cubana ed al coinvolgimento delle persone stesse del barrio come insegnati e facilitatori ha raggiunto il traguardo di un milione di adulti alfabetizzati in un anno, facendo dichiarare all'UNESCO (organo sovranazionale non proprio di orientamento chavista o comunista) nell'ottobre scorso che il Venezuela è un territorio libero dall'analfabetismo.

La "mision Barrio Adentro" è un altro importante progetto del governo che vede la partecipazione di 15.000 medici cubani e il coinvolgimento delle persone del barrio attraverso l'istituzione di ambulatori che garantiscono assistenza sanitaria alle persone che fino a poco tempo fa ne erano escluse.

Ho conosciuto Maryuri, che da benificiaria della "Mision Robinson" è passata ad essere lei stessa una degli insegnanti alfabetizzatori, decidendo poi di entrare a far parte Della "Mision Ribas" per continuare gli studi unversitari in medicina. Ho conosciuto Delfina una delle coordinatrici della "mesa de agua" progetto che ha portato l'acqua potabile nei barrios Sucre e Libertador. Così come il gas che da due anni è arrivato nelle case di questi barrios.

La "mision Barrio Adentro" è un altro importante progetto del governo che vede la partecipazione di 15.000 medici cubani e il coinvolgimento delle persone del barrio attraverso l'istituzione di ambulatori che garantiscono assistenza sanitaria alle persone che fino a poco tempo fa ne erano escluse. Attraverso poi la "Mision Mercal" si è dato vita a mercati che vendono prodotti alimentari a prezzi controllati.

Nel 23 enero si sono viste negli ultimi cinquantanni le lotte più dure contro quei governi finto democratici che per decenni hanno represso nel sangue le istanze di ribellione delle persone e che hanno formato generazioni di rivoluzionari che non hanno esitato 1'11 aprile del 2002 a difendere con le armi il palazzo presidenziale dal tentativo di golpe contro Chavez. Il Venezuela è un Paese dove sono sparite più di 15.000 persone ma, come dice Gustavo, di questi desaparecidos non si parla perché' quelli erano governi (democratici) sostenuti da molti Paesi stranieri.

Chavez è molto amato dalle persone che da sempre sono state vittime dell'esclusione sociale e che da pochi anni si sono viste riconosciute i diritti fondamentale quali l'istruzione e l'assistenza sanitaria gratuita.

Non è amato invece dalla classe medio alta che grazie alla propaganda nordamericana teme che in Venezuela stia per arrivare quel mostro che si chiama comunismo che seminerà povertà e mancanza di libertà.

Io non so se Chavez è il solito caudillo populista latinoamericano: ho conosciuto però persone disposte a dare la vita perché' questo processo rivoluzionario iniziato con lui vada avanti fino al suo compimento.