Autore
Angela MoriAnno
2005 -2006Luogo
FirenzeTempo di lettura
5 minutiUn regalo lungo 105 giorni
Data: Sun, 1 Jan 2006 18:12:42 +0100 (CET)
Oggetto: Feliz ano novo
Ho lasciato il Venezuela quattro giorni fa: i giorni trascorsi a Caracas mi hanno fatto riflettere a lungo su quel Paese. Mi sono resa conto di quanto il Venezuela sia e sia stato influenzato e condizionato dall’economia e dalla cultura nordamericana, forse più di qualsiasi altro Paese latino americano. Il nuovo processo politico che sta vivendo il Venezuela dovrebbe secondo me far riflettere sulla possibilità di guardare alle esperienze ed ai percorsi politici dei Paesi del cosiddetto terzo mondo senza dover ricorrere per forza ai nostri modelli europei e occidentali in genere. Non credo che si possa assolutamente liquidare il cambiamento in atto in quel Paese con la semplice parola "populismo": non è così che si può capire ciò che sta accadendo in Venezuela. Bisogna tener conto della storia dei suoi ultimi 50 anni per riuscire a compredere perche' Chavez sia riuscito a conquistare il cuore dei venezuelani (delle classi povere, ovviamente). Se un popolo è disposto a difendere con le armi il diritto alla salute e all'istruzione, allora vuol dire che quel popolo non ha mai conosciuto la democrazia.
Angela
Data: Thu, 19 Jan 2006 18:43:36 +0100 (CET)
Oggetto: Brasile
Stavamo percorrendo la strada sterrata che da Rubiataba porta al Cruzeiro, quando, parlando del più e del meno, Vanildo mi ha detto: "Tempo fa ho visto un film che raccontava delle pressioni e degli interventi militari che gli Stati Uniti hanno fatto nei Paesi centroamericani. Quando sono uscito dal cinema, volevo uccidere Bush". Vanildo è sacerdote.
Vanildo mi ha raccontato delle lotte che la diocesi di Rubiataba sta portando avanti da più di 25 anni affinché' gli indios della zona possano vivere nella loro terra che è stata espropriata dai latifondisti. Mi ha raccontato delle minacce che lui e don Carlos, il vescovo, hanno ricevuto e ricevono per questo loro impegno, per l'aiuto concreto che stanno portando alle varie comunità: elettricità, acqua e buoi da allevare.
Mi ha raccontato dei Caiado. La potentissima famiglia di fazenderos che vive a circa 50 km da lì. Mi ha raccontato di come questi signori trattano le persone che lavorano nella la loro fazenda: ridotti in
schiavitù e poi ammazzati e gettati nel fiume. Alcune donne sono state vittime di abusi sessuali ed altre, incinte, sono state ammazzate. Vanildo è riuscito a togliere da quell'inferno qualcuno di loro. Ma i Caiado sono potenti "Sono di estrema destra" mi ha detto, "e possono contare sui migliori avvocati del Brasile. Alcuni componenti della famiglia sono sotto processo, ma nessuno di loro è mai stato o finirà in galera". Mi ha raccontato questo e tante altre cose, così come ha fatto Enzo Benesperi, anch’egli sacerdote, che ho conosciuto a Manaus. Una persona dotata di straordinaria forza intellittiva e di prorompente vitalità'. Don Benesperi lavora nel bairro A. do Nascimento, dove sta portando avanti il progetto del panificio "Lula-la" sostenuto dalla associazione italiana Rete Radié Resc, e dove svolge moltissime altre attività di sostegno all'infanzia e alla popolazione. Mi ha parlato di tante cose. Del potere delle chiese evangeliche e pentecostali che sono fiorite in tutta l’america latina negli ultimi trentanni e che all'inizio furono finanziate dagli Stati Uniti per contrastare la Teologia della Liberazione. Quando gli ho chiesto come fosse cambiato il Brasile da quando è presidente Lula, mi ha risposto: "adesso c’è qualcuno che si occupa dei poveri, degli esclusi, ma non si può pretendere che la vita di un popolo, sfruttato da 500 anni , possa cambiare in quattro anni".
Ho trascorso solo poche ore con Vanildo e con Enzo Benesperi. Sufficienti per capire quanto fossi stata fortunata ad incontrarli e non c’è nessuna foto al mondo che può restituire l’intensità dei momenti che ho trascorso con loro.
Angela