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Autore

Angela Mori

Anno

2005 -2006

Luogo

Firenze

Tempo di lettura

3 minuti

Un regalo lungo 105 giorni

Ieri ci ha accompagnato al cimitero centrale, a rendere omaggio alla tomba del presidente Allende e a quella di Vietar Jara: abbiamo constatato come anche dopo la morte continui la distinzione tra poveri e ricchi. Una cosa però mi ha colpito: la tomba di Vietar Jara, semplicissima, è e continua rimanere nel settore "povero" per volere della famiglia, perché' come ha detto Luchin "per essere sempre di fronte al suo popolo".

Data: Fri, 3 Mar 2006 01:03:37 +0100 (CET}

Oggetto: Titiritero

....a dodici anni si può anche decidere di far politica attivamente entrando a far parte del partito comunista, clandestino, se il tuo popolo sta soffrendo per la repressione durissima che da sette anni insanguina uno dei Paesi più belli dell'America Latina: il Cile. Succede. Luchin ha cominciato così.

A diciassette anni, dopo tredici anni dal golpe dell'11 settembre, si è ritrovato due pallottole nel corpo in seguito ad uno scontro a fuoco con la polizia e per più di sei mesi ha conosciuto la detenzione in una caserma di Santiago, uno dei tanti centri di tortura sparsi per il Paese.

Ieri ci ha accompagnato al cimitero centrale, a rendere omaggio alla tomba del presidente Allende e a quella di Vietar Jara: abbiamo constatato come anche dopo la morte continui la distinzione tra poveri e ricchi. Una cosa però mi ha colpito: la tomba di Vietar Jara, semplicissima, è e continua rimanere nel settore "povero" per volere della famiglia, perché' come ha detto Luchin "per essere sempre di fronte al suo popolo".

La generazione di Luchin, quella degli attuali quarantenni, ha pagato un tributo di sangue altissimo per liberare questo Paese dalla feroce dittatura di Pinochet perché' dopo i primi anni dal colpo di stato, in cui il regime ha represso nel sangue l'opposizione, provocando l'azzeramento delle coscienze, sono dovuti passare ben dieci anni per arrivare alla metà degli anni '80 perché' il popolo cileno rialzasse la testa e cominciasse la fase della ribellione generalizzata che ha visto molti ragazzi e ragazze lottare per il ritorno alla democrazia. Oggi dovevamo andare insieme a lui a Villa Grimaldi: quello che oggi è un parco, trent'anni fa è stato uno dei centri di tortura più terribili che questo Paese ricordi. Ci siamo andate da sole perché' i suoi burattini avevano bisogno di lui per raccontare le storie con cui affascina i bambini ed i grandi da molti anni a questa parte: Luchin è "titiritero", burattinaio e la sua arte è la prova che nonostante il vuoto culturale che quei diciassette anni di dittatura hanno lasciato, esistono persone che sono riuscite a non farsi annientare.